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Fondi speciali

ultima modifica 15/01/2016 12:34

Fondo Bodrero

Nel 1952 l’Università degli Studi di Padova ha ricevuto in dono dalla vedova Bodrero, signora Nina Romanin Jacur, la biblioteca personale del marito, il senatore prof. Emilio Bodrero, con il vincolo, dichiarato nell’atto notarile del 29 novembre 1952, che essa “rimanesse unita e potesse mai essere smembrata per alcun motivo”.

All’inizio degli anni Settanta il fondo venne donato alla Facoltà di Lettere e Filosofia, nello specifico all’ex Istituto di Filosofia, in quanto Emilio Bodrero insegnò Storia della filosofia per oltre venti anni presso l’Università degli Studi di Padova, di cui fu anche rettore.
Nato a Roma nel 1874, Emilio Bodrero conseguì le lauree in giurisprudenza nel 1895, in filosofia nel 1900 ed in lettere nel 1901; prima di arrivare a Padova, insegnò a Messina e passò poi all’Università di Roma, affiancando all’insegnamento universitario la propria attività di studioso della filosofia antica, in particolare del pensiero presocratico, e partecipando attivamente alle vicende del Paese.

Si arruolò infatti volontario nel 1915; fu prima osservatore di trincea, poi bombardiere ed infine, promosso sul campo al grado di capitano, passò al comando di un reparto di arditi. Per operazioni di guerra venne decorato di tre croci di guerra, tre medaglie di bronzo ed una d’argento. Tra il 1921 ed il 1943 ricoprì numerose importanti cariche pubbliche: eletto deputato nelle file del partito fascista nel 1924, fu sottosegretario alla Pubblica Istruzione tra il 1926 ed il 1928, vice-presidente della Camera dei deputati tra il 1929 ed il 1933, presidente della Confederazione nazionale professionisti ed artisti tra il 1930 ed il 1933, senatore del Regno dal 1 marzo 1934. Fu membro di numerose accademie italiane, presidente della Società italiana autori ed editori, vice-presidente della Società filosofica italiana, presidente della Sezione filosofica della Società per il progresso delle scienze. Vasto è stato il suo contributo alla pubblicistica fascista. Nel 1940 passò dall’Università degli Studi di Padova all’insegnamento di Storia della dottrina del fascismo nella Facoltà di scienze politiche a Roma. Nel dopoguerra fu collocato fuori ruolo; morì a Roma nel 1949.

Il progetto attivato dal Dipartimento di Filosofia nel 2000 aveva lo scopo di inserire le pubblicazioni del fondo Bodrero nella base catalografica nazionale SBN per permetterne la visibilità e la consultazione. Il fondo si presentava composto da volumi monografici e da una serie di faldoni che racchiudevano sia materiale bibliografico che di archivio (come si è visto durante il lavoro di catalogazione).
In fase di catalogazione si è proceduto alla individuazione e suddivisione del materiale in volumi monografici moderni, volumi monografici antichi, riviste e materiale di archivio.
Si è reso evidente che in questo fondo  era confluita anche la biblioteca della famiglia d’origine di Emilio Bodrero (sono stati infatti trovati libri con firme di possesso, annotazioni, interventi in genere dei membri della famiglia), ricca di romanzi francesi ed inglesi in lingua originale, di libri di poesia e di opere teatrali. La parte del fondo che riguarda più strettamente il materiale che lo stesso Bodrero andò raccogliendo ed acquisendo per proprio conto, evidenzia l’interesse in particolare per la filosofia classica ed il teatro. Sono presenti in molteplici esemplari le sue pubblicazioni, i suoi articoli estratti da riviste, gli interventi suoi, di colleghi e di altri studiosi a convegni di ambito filosofico cui partecipava e di cui era tra i curatori.  
Il fondo raccoglie comunque pubblicazioni sulle più svariate materie: dalla storia dell’arte all’archeologia, dalla storia della letteratura italiana agli studi sulla lingua latina e sulla Roma imperiale, si tratta spesso di pubblicazioni che le dediche apposte rivelano essere doni ed omaggi di colleghi, amici, studiosi e scrittori, offertegli in segno di stima, riconoscenza, amicizia, ma anche con la richiesta di una recensione. Molte pubblicazioni gli furono donate in virtù delle cariche pubbliche che Bodrero ricoprì nel corso degli anni, soprattutto in quanto sottosegretario alla Pubblica Istruzione, presidente della Società italiana autori ed editori, presidente della Confederazione nazionale professionisti ed artisti.

Non sempre si tratta di pubblicazioni che destavano il suo interesse; risulta evidente non solo dalla assoluta mancanza di annotazioni a margine, ma soprattutto dal fatto che le pagine di molte pubblicazioni risultano non tagliate. Nel fondo ci sono anche numerose riviste, che testimoniano ancora una volta i suoi interessi personali da una parte, ed il ruolo che ricoprì come personaggio pubblico dall’altra. Si ricordano, per quanto riguarda il teatro: Annuario del teatro italiano e Rivista italiana del teatro; tra le riviste ufficiali degli organi del regime, di alcune delle quali era collaboratore: Bibliografia fascista, Gerarchia, Critica fascista, Le professioni e le arti, Il legionario.
Le dediche manoscritte sono state sempre rilevate e riportate così come si presentavano nel testo nelle note di inventario relative alla pubblicazione. Per una maggiore valorizzazione, di quelle presenti sulle pubblicazioni moderne, si è proceduto alla loro scansione. Sono consultabili tramite il catalogo o in Phaidra.
Per tutti i volumi sono state segnalate nelle note di inventario tutte le caratteristiche che potevano dar conto dell’uso dell’esemplare posseduto (firme di possesso, ex-libris, appunti, chiose a margine del testo, sottolineature, segni a margine, e materiale accluso: ritagli di giornale, biglietti da visita, fiori essiccati, inviti). 

Il Fondo Bodrero comprende anche materiale d’archivio, inventariato a cura di Marco Michelon.  Si tratta di materiale molto eterogeneo che comprende manoscritti autografi di Emilio Bodrero (appunti dalle lezioni, traduzioni, discorsi), dattiloscritti, bozze di stampa, biglietti di invito a convegni, inaugurazioni di mostre, concerti e spettacoli, recensioni, cartoline, depliant, mappe, album fotografici, e quotidiani. Per la consultazione del materiale d’archivio sono disponibili due registri cartacei.
Per approfondimenti: Michelon Marco, Il lascito “Emilio Bodrero” all’Università di Padova: il riordino e l’inventariazione del fondo archivistico, in Quaderni per la storia dell’Università di Padova, 39(2006), pp. 143-180.

Fondo Troilo

Il Dipartimento di Filosofia ha ricevuto in dono anche i libri posseduti dal prof. Erminio Troilo, amico di Emilio Bodrero fin dai tempi degli studi universitari in giurisprudenza e filosofia a Roma, e poi anche suo collega nell’ateneo patavino a partire dal 1920, quando Troilo ottenne la cattedra di filosofia teoretica. Nato ad Archi (Chieti) nel 1874, operò una revisione critica della dottrina positivistica, interessandosi in particolare alla filosofia di Spinoza e di Bruno, cui dedicò anche opere di carattere storico (La filosofia di Giordano Bruno, Studi su Benedetto Spinoza).
Le pubblicazioni presenti nel fondo sono tutte di carattere filosofico: dai testi dei filosofi oggetto dei suoi studi, alle opere di critica, alle sue pubblicazioni, il fondo si caratterizza come biblioteca personale di uno studioso e docente universitario. Il mondo accademico in cui il Troilo operava emerge infatti da una serie di pubblicazioni donategli da colleghi e studiosi, come dimostrano le dediche apposte.

Norme per la consultazione

I volumi di entrambi i fondi sono soggetti a particolare tutela; sono consultabili su prenotazione ed esclusi dal prestito. Tutto il materiale  è  inserito nel Catalogo del Sistema Bibliotecario Padovano (collocazione FB e FT).
La riproduzione (in fotocopia o con fotocamera digitale personale), ove consentita dalla legge, è soggetta ad autorizzazione da parte della biblioteca. I volumi del Fondo Troilo (collocazione FT) sono consultabili dal giorno successivo alla richiesta.
Le biblioteche italiane, tramite il servizio di document delivery fornito dalla biblioteca, hanno la possibilità di richiedere riproduzioni del materiale dei fondi, nel rispetto dei limiti di legge.
E’ consentita la riproduzione e l’uso  delle immagini delle dediche manoscritte del Fondo Bodrero presenti in Phaidra per uso personale; per qualsiasi altro uso va richiesta l’autorizzazione alla biblioteca. Deve in ogni caso essere sempre citata la fonte e l’indirizzo web da cui sono state tratte.